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Visto per nomadi digitali in Spagna 2026: requisiti, domanda e dove vivere sulla Costa del Sol

Vladimir Shokov Di Vladimir ShokovFondatore di EVS PROPERTY GROUP 3 novembre 2026 · 8 min di lettura
Visto per nomadi digitali in Spagna 2026: requisiti, domanda e dove vivere sulla Costa del Sol

Il visto per nomadi digitali in Spagna, che la legge chiama visto per telelavoro di carattere internazionale, permette a un cittadino extra-UE di vivere in Spagna lavorando da remoto per aziende straniere. Nel 2026 il titolare deve dimostrare un reddito di almeno 2.442 € al mese (il 200% del salario minimo), un rapporto di lavoro o professionale di almeno tre mesi e una laurea oppure tre anni di esperienza.

Questa guida riassume i requisiti così come li riportano la Ley 14/2013 e il Ministerio de Inclusión, spiega la differenza tra presentare la domanda in un consolato o dalla Spagna e, soprattutto, racconta ciò che nessuno ti spiega: come trovare casa sulla Costa del Sol quando arrivi con il visto in tasca.

Che cos’è il visto per nomadi digitali in Spagna e chi può richiederlo?

È stato creato dalla Ley 28/2022 sulle startup, che ha aggiunto gli articoli da 74 bis a 74 quinquies alla Ley 14/2013. Si rivolge a cittadini di paesi terzi, maggiorenni, che lavorano a distanza con mezzi esclusivamente telematici per aziende situate fuori dalla Spagna. I cittadini dell’UE non ne hanno bisogno; i britannici, dopo la Brexit, rientrano invece in questo gruppo.

  • Lavoratore dipendente: può lavorare solo per l’azienda straniera con cui richiede il visto.
  • Autonomo o freelance: può avere clienti in Spagna purché non superino il 20% della sua attività professionale.
  • L’azienda o il gruppo deve svolgere un’attività reale e continuativa da almeno un anno.
  • Il posto di lavoro non può richiedere presenza fisica: visite commerciali o supervisione in loco lo escludono.

Requisiti del visto per nomadi digitali in Spagna nel 2026

Oltre ai requisiti generali della legge sugli stranieri (ley de extranjería), l’amministrazione richiede questi documenti e condizioni:

  • Passaporto in corso di validità e non trovarsi in situazione irregolare in Spagna.
  • Contratto di lavoro o contratto commerciale con l’azienda straniera da almeno tre mesi, e prova che consenta il lavoro da remoto.
  • Laurea, titolo di formazione professionale o di una business school di prestigio, oppure tre anni di esperienza professionale.
  • Certificato dei carichi penali dei paesi in cui hai vissuto negli ultimi due anni e dichiarazione giurata di non averne avuti negli ultimi cinque.
  • Assicurazione sanitaria: pubblica, tramite l’iscrizione alla previdenza sociale spagnola (Seguridad Social), oppure privata, senza compartecipazione alle spese né periodi di carenza, di una compagnia autorizzata in Spagna. Le assicurazioni di viaggio non sono valide.
  • Iscrizione alla Seguridad Social spagnola, oppure certificato di copertura del tuo paese se esiste una convenzione bilaterale (solo per i dipendenti; gli autonomi devono iscriversi al RETA, il regime speciale dei lavoratori autonomi).
  • Reddito sufficiente derivante dal lavoro, per te e per la tua famiglia.

Di quanto denaro si ha bisogno per il visto per nomadi digitali in Spagna?

Il riferimento è il salario minimo interprofessionale (SMI), che il Real Decreto 126/2026 fissa a 1.221 € al mese per il 2026. Il titolare ha bisogno del 200%; la famiglia aggiunge percentuali supplementari:

Chi % dell’SMI Reddito minimo mensile (2026)
Titolare 200% 2.442 €
Coniuge o primo familiare 75% 915,75 €
Ogni familiare aggiuntivo 25% 305,25 €
Coppia con un figlio (totale) 300% 3.663 €

Il salario minimo viene rivisto ogni anno, quindi la cifra cambia di conseguenza: verificala al momento di presentare la domanda. La tassa per la domanda presso la Unidad de Grandes Empresas (UGE, l’ufficio per le grandi imprese) è di 73,26 € a persona; nei consolati si applica la tassa di visto del paese.

Come richiederlo: consolato o Unidad de Grandes Empresas

Ci sono due vie, a seconda di dove ti trovi quando presenti la domanda:

  • Dal tuo paese: visto presso il consolato di Spagna. Ha una validità massima di un anno e ti permette di risiedere e lavorare da remoto fin dal primo giorno.
  • Dalla Spagna, se ti trovi in condizione regolare (per esempio come turista): autorizzazione di residenza presso la Unidad de Grandes Empresas y Colectivos Estratégicos (UGE-CE), per via telematica. Dura fino a tre anni e si rinnova per periodi di due.
  • L’UGE deve rispondere entro 20 giorni; se non risponde, la domanda si intende accolta per silenzio-assenso.
  • Se sei arrivato con il visto consolare, puoi chiedere l’autorizzazione di residenza nei 60 giorni precedenti alla scadenza.
  • Con un’autorizzazione di durata superiore a sei mesi devi richiedere la tessera di identità di straniero (TIE).

E la famiglia? Coniuge e figli

Il coniuge o convivente registrato (pareja de hecho), i figli minorenni o a carico e gli ascendenti a carico possono chiedere il visto o l’autorizzazione contemporaneamente o in un secondo momento. A differenza del titolare, possono lavorare in Spagna senza restrizioni, sia come autonomi sia come dipendenti.

Imposte: la Ley Beckham per i nomadi digitali

Chi trascorre più di 183 giorni all’anno in Spagna di solito diventa residente fiscale. La Ley 28/2022 ha aperto ai telelavoratori il regime speciale dei lavoratori trasferiti (régimen especial de trabajadores desplazados), noto come Ley Beckham: si paga l’imposta sul reddito dei non residenti con un’aliquota del 24% sui redditi da lavoro fino a 600.000 € (47% oltre tale soglia) nell’anno di arrivo e nei cinque successivi.

  • Non essere stati residenti fiscali in Spagna nei cinque anni precedenti.
  • La legge lo considera soddisfatto per i dipendenti con visto per telelavoro; gli autonomi devono verificare il proprio caso con un consulente.
  • Si aderisce con il modello 149 entro sei mesi dall’inizio dell’attività, e la dichiarazione annuale si presenta con il modello 151.

Dove vivere sulla Costa del Sol come nomade digitale

Málaga è diventata una delle destinazioni preferite per il telelavoro: aeroporto internazionale, AVE (l’alta velocità) per Madrid, comunità tecnologica e clima mite tutto l’anno. Ma il mercato degli affitti è esigente ed è bene arrivare con un piano.

Quanto costa affittare appena arrivati?

Secondo idealista, nel secondo trimestre del 2026 un appartamento con una camera da letto a Málaga capoluogo costava 1.010 € al mese, un monolocale 857 € e una stanza 450 €. Sulla costa occidentale il prezzo al metro quadro sale: 23,7 € al mese a Marbella e 20,9 € a Estepona, contro i 16,5 € del capoluogo. Lo spieghiamo nella nostra analisi su quanto costa vivere da soli a Málaga.

Che cosa ti chiederà il proprietario

  • NIE (Número de Identificación de Extranjero, il numero di identificazione fiscale per stranieri) e passaporto, e spesso la risoluzione del visto.
  • Prova del reddito: contratto con l’azienda straniera e ultime buste paga o fatture.
  • Deposito cauzionale legale (fianza) di una mensilità negli affitti abitativi, più una garanzia aggiuntiva che nei contratti fino a cinque anni non può superare due mensilità.
  • La legge vieta di esigere dall’inquilino un’assicurazione contro la morosità.

Molti nuovi arrivati iniziano con un affitto stagionale (alquiler de temporada) di qualche mese mentre conoscono la zona, ma questa formula è cambiata a ottobre 2026: leggi il nostro articolo sull’affitto stagionale a Málaga prima di firmare.

Comprare invece di affittare

Con un’autorizzazione triennale rinnovabile, comprare comincia ad avere senso, soprattutto fuori dai comuni più cari. Prezzi mediani al metro quadro dal nostro rapporto di mercato di novembre 2026:

Comune €/m² (mediana) Profilo per il nomade
Málaga 4.977 € Città, coworking, aeroporto e treno
Benalmádena 4.569 € Spiaggia e porto turistico, vicino all’aeroporto
Fuengirola 5.314 € Comunità internazionale e treno di cercanías
Mijas 4.317 € Più spazio con lo stesso budget
Estepona 4.825 € Ritmo tranquillo e nuove costruzioni
Vélez-Málaga 2.823 € L’opzione più accessibile della costa orientale

Sono prezzi di offerta del nostro catalogo, aggiornati ogni mese nel rapporto di mercato della Costa del Sol. Per firmare l’acquisto ti serviranno il NIE e un conto bancario spagnolo.

Conclusione

Il visto per nomadi digitali è oggi la via più diretta perché un professionista remoto extra-UE viva legalmente in Spagna, a condizione che raggiunga la soglia di reddito e possa dimostrare il proprio rapporto con l’azienda straniera. Verifica le cifre nelle fonti ufficiali prima di presentare la domanda e, se cerchi casa da affittare o comprare a Málaga o sulla Costa del Sol, in EVS PROPERTY GROUP ti aiutiamo sul posto.

Domande frequenti

Che cos’è un visto per nomadi digitali?

È un visto di residenza per stranieri extra-UE che lavorano da remoto per aziende situate fuori dalla Spagna. Nella legge si chiama visto per telelavoro di carattere internazionale.

Di quanto denaro si ha bisogno per il visto per nomadi digitali in Spagna?

Nel 2026, almeno 2.442 € al mese per il titolare (200% del salario minimo), più 915,75 € per il primo familiare e 305,25 € per ogni familiare aggiuntivo.

Quanto dura il visto per nomadi digitali in Spagna?

Il visto consolare dura fino a un anno. L’autorizzazione di residenza richiesta dalla Spagna dura fino a tre anni e si rinnova per periodi di due.

I britannici hanno bisogno del visto per vivere in Spagna?

Sì. Dopo la Brexit sono cittadini di paesi terzi: possono effettuare brevi soggiorni come turisti, ma per risiedere e fare telelavoro hanno bisogno di un visto come questo.

Posso vivere in Spagna in modo permanente se compro una casa?

Comprare non dà più diritto alla residenza: la cosiddetta golden visa per investimento immobiliare è stata eliminata ad aprile 2025. Hai bisogno di un visto proprio, come quello per nomadi digitali o quello non lucrativo.

Posso lavorare per clienti spagnoli con questo visto?

Solo se sei autonomo e a condizione che il lavoro per aziende spagnole non superi il 20% della tua attività. I dipendenti possono lavorare solo per l’azienda straniera.

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